Baudelaire e il glamour….

Là tout n’est qu’ordre et beauté, luxe, calme, et volupté.

Cit. Charles Baudelaire ( L’invitation au voyage 1857/61).

Oggi il mio articolo inizia con una citazione estrapolata dall’opera “Fleurs du Mal” , la poesia appunto “L’invitation au voyage”, nella quale Charles Baudelaire, uno dei poeti maledetti, espone le sue riflessioni critiche sul tempo moderno nel presente e nella moda.

Questo poeta/scrittore individuò nella moda, che già si faceva strada nella metà del 1800, l’espressione più autentica del suo presente, del suo secolo e della sua gente. Vi consiglio di leggere “Le Peintre de la vie Moderne”, per capire di cosa stiamo parlando.

La moda come la vita quotidiana, si manifestava agli occhi di Baudelaire come traccia, simbolo, qualcosa di effimero e oscuro, per rimandare all’articolo precedente. Il cosiddetto “glamour” una patina di seduzione, una polvere che si sprigionava dal Bello, un bello del tutto fuggente e labile, che si riscontrava nell’arte. Baudelaire lo definì “la metà dell’arte”.

Lo scrittore guardava alla società mutevole con occhio cinico e critico, manche appassionato, tanto da essere affascinato dai cambiamenti della moda e da ciò che proponeva l’arte contemporanea. Descriveva il suo sguardo critico e suggeriva di guardare alla realtà nella sua unicità e irriducibilità, la modernità.

Avevamo detto che Baudelaire definisce il “bello” la metà dell’arte, questo perché il bello stesso costituisce una caratteristica dell’essere umano o di un’opera d’arte effimera e passeggera, e ve lo sottolineo poiché anche oggi tutto ciò che viene definito bello racchiude in sé una consapevolezza temporanea legata alla moda del momento, a ciò che di moda è nel preciso istante in cui noi definiamo bello qualcosa, e quel qualcosa un giorno, il secolo successivo, la stagione seguente, non lo sarà più o perderà il suo “glamour”.

L’altra metà dell’arte di cui Baudelaire parla, è l’eterno, il duraturo che si nasconde nel moderno, nella società presente, l’immutabile che è intrinseco a ciò che fa parte della nostra società, della nostra arte contemporanea.

Il bello assume la caratteristica di eterno e immutabile quando la modernità, ciò che siamo stati fino a ieri, acquista il diritto di diventare vecchio, sorpassato, antico. Ma per diventare eterno, occorre estrarne fuori la bellezza misteriosa ed effimera che non è nient’altro che l’essere, la società, la vita umana.

Oggi il mondo della moda risulta essere mutevole, mille volte in più del periodo di Baudelaire, la distanza tra una collezione e l’altra rappresenta un libro datato dalle pagine ingiallite dal quale attingervi solo alcune nozioni che resteranno eterne poiché superate, vetuste.

Ciò che risulta essere “glamour”, ne converrete con me, è quindi tutto ciò che di attuale c’è. L’attualità diventa punto d’incontro tra istantaneità ed eternità, nel momento in cui il transitorio e l’incerto glamour vengono trasfigurati nell’eterno attraverso fotografia, cinema, blogs, riviste, Photoshop.

Il bello è fatto per cui si da un elemento eterno, ma anche occasionale, che allo stesso tempo rappresenta la moda.

E non credo esista nessun tipo di bellezza dove i due elementi non siano contenuti e coesistino.

Grazie Baudelaire!! 😉

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2 comments

  1. andy · novembre 7, 2014

    istantaneità ed eternità…….due significati così lontani e così complementari.

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