Moda o maniera?

moda dell'800 dipintoIl termine moda oggi è utilizzato per racchiudere un mondo complesso fatto di “fashion”, “glamour”, “look”, “trendy”, “chic”, “lifestyle”, “décor”, “smart”, “modish”. Ho reso l’idea? Credo di si.

Il termine deriva dal latino “modus” che significa modo e forma (nella “grammatica”), maniera e regola, genere, ritmo, melodia e quantità, grandezza. Queste sono tutte caratteristiche proprie di ciò che oggi la moda è diventata, ma ne approfondiremo più avanti.

Anche nel passato come oggi, la moda rappresentava l’adeguatezza, ciò che era giusto e opportuno in una determinata situazione e in un determinato luogo. Questo stava a significare che la vita umana era dettata da regole ferree e precise, che alloro volta regolavano il buon gusto e il vestire.

Nei secoli passati, come 700′ e 800′, ma ancor prima, l’abbigliamento per dirla come oggi “alla moda” era prerogativa e privilegio dei soli nobili, e il primo motivo era dovuto al fatto che i tessuti costavano caro prezzo. Per la nobiltà gli abiti erano così preziosi da considerarsi beni testamentari in caso di morte, al contrario per coloro che erano poveri dovevano accontentarsi di indossare pezzi di stoffe tagliate grossolanamente e dai colori cupi, come il grigio.

Nella letteratura italiana si ritiene che il vocabolo “moda” sia stato introdotto dall’Abate Agostino Lampugnani, in un’opera del 1645 “La carrozza da nolo” o anche “Del vestire”; quest’opera, strutturata in forma di racconti, offre un punto di vista assai moderno, mettendo in evidenza i cambiamenti del gusto umano, l’incidenza del progresso scientifico, evocando un’immagine del tutto precorritrice dell’attuale rapporto tra mass media e consumatori. Grazie a quest’opera, e al suo autore anticonformista per quell’epoca, abbiamo testimonianza di come il vestirsi e la moda siano diventate parti integranti della società. La moda è diventata lo scheletro vivente di essa, tramite tre fattori: protezione, ornamento e pudore; elementi intrinsechi di una società regolata dal sistema legislativo, appunto dalle regole.

Nel passato la moda era intesa anche come “costume”, consuetudine, usanza e tradizione, ragion per cui l’abito assunse un ruolo molto importante nella società, un ruolo collettivo, atto a distinguere le varie classi sociali, le mansioni degli ecclesiastici, quelle amministrative e soprattutto militari.

Oggi è consuetudine vestirsi “alla moda” per un apparire esteriore, nei vari contesti socio-culturali. Le varie scelte stilistiche rappresentano il risultato di una parte della società volta a distinguere il suo ceto e la sua posizione lavorativa all’interno di essa. Molti ritrovano sé stessi nell’abito che indossano, racchiudendo il proprio essere nel costume che sfoggiano camminando per le strade di una città, altri ritengono poco importante l’aspetto esteriore e rifugiano in abiti sgualciti e dalle misure comode per nascondere la loro insicurezza e goffaggine. Altri ostentano vestiti come opere d’arte, atteggiandosi a felini assetati di fama e rispetto.

A voi la scelta di cosa essere e di come esserlo!! 😉

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